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Aspetti salienti delle legge 112/2016 sul “Dopo di Noi” (oltre al trust, gli strumenti alternativi a tutala del futuro del Disabile)

La nuova disciplina sul “dopo di noi” si propone di “favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l'autonomia delle persone con disabilità” (art. 1, comma 1, legge n. 112/2016).
La legge disciplina diversi strumenti giuridici atti a tutelare il soggetto con grave disabilità (si rimanda di affrontare il concetto di gravità per economia di spazo):
• polizze assicurative;
• trust;
• vincoli di destinazione ai sensi all'art. 2645-ter c.c.;
• fondi speciali, regolamentati con contratto di affidamento fiduciario (art. 1, comma 3, leghe n. 112/2016).
Riguardo questi ultimi - trattasi di beni sottoposti a vincolo di destinazione - desidero farti notare che il legislatore, con la legge in questione (112/2016), ha espressamente riconosciuto un nuovo strumento di diritto interno (cioè del nostro ordinamento giuridico) che, alla pari di un trust ha voluto qualificare definendolo "contratto di affidamento fiduciario" che prima invece era solo espressione dell'elaborato della dottrina, ossia frutto dello studio dei giuristi in materia. Oggi, appunto, si è fatto un passo avanti e questo tipo di contratto, parimenti al trust, precede la segregazione dei beni e il loro vincolo di destinazione. 
I vincoli di destinazione ai sensi all'art. 2645-ter c.c., attengono, però, a contratti ad oggetto solo beni immobili. In sostanza, se tu dovessi considerare di ricorrere a tale tipologia di contratto, devi considerare solo beni immobili (o beni mobili registrati). 
Orbene, gli istituti sopra elencati avranno delle agevolazioni fiscali purché la destinazione sia a favore del solo beneficiario disabile, come previsto dall'art. 6 della legge predetta 112/206 che si rinvia al paragrafo della sezione fiscale che segue.
Specifico meglio dunque che, ai sensi dell'articolo 1, comma tre legge 112/2016, potranno essere motivo di vantaggi fiscali i "fondi speciali" che sostanzialmente costituiscono l'oggetto del "contratto di affidamento fiduciario" "composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione", nonché i trusts e i contratti ex art. 2645 ter c.c.
E voglio dirti che tale quadro normativo consente grandi vantaggi, perché, tra questi, il nuovo istituto del "fondo speciale" che andresti a costituire con il "contratto di affidamento" prevede che esso fondo – se è ben strutturato ossia che preveda la separazione del patrimonio da quello del fiduciario e che questo patrimonio sia composto di "fondi speciali" ossia di patrimonio con destinazione esclusivamente per il soggetto disabile – sarà opponibile ai terzi. 
Che non sia, però, l’utilizzo di questo istituto per fini strumentali da parte di chi, avendo un figlio disabile e nello stesso tempo dei creditori, non vi ricorra appunto per farla in barba ai creditori, il cui interesse giuridico è recessivo rispetto a quello prioritario della garanzia e della tutela piena del disabile; il legislatore ha infatti delineato in tal modo una gerarchia di beni giuridici e di interessi meritevoli, la cui ratio prevede la collocazione al primo posto di quelli del soggetto fragile.
Ti chiederai, poi, chi possa essere un buon fiduciario, riguardo l’amministrazione del patrimonio costituente il “fondo speciale” da cui il “contratto di amministrazione fiduciaria”.
Per intenderci, tu potresti avere interesse a costituire un "fondo speciale"; destinare esso fondo, costituito dal patrimonio conferito a beneficio di un tuo caro affetto da disabilità attraverso un "contratto di affidamento fiduciario"; scegliere che la designata figura del fiduciario (che non potrà mai acquisire nel suo patrimonio personale il patrimonio conferito) non sia una persona fisica bensì un soggetto giuridico, cioè una “società fiduciaria” che per professione si occupa ad amministrare patrimoni, con competenze adeguate.
Dunque, un buon programma fiduciario perché sia opponibile ai terzi, deve contenere:
a) un vincolo di destinazione in favore della persona debole;
b) il trasferimento dal fiduciante alla società fiduciaria dei diritti di proprietà (che non significa che la società fiduciaria ne diventi proprietaria);
c) l’effetto separativo del “fondo speciale” cioè del patrimonio da quello della società fiduciaria;
d) l’effetto segregativo del “fondo speciale” appunto in favore del beneficiario disabile.
Ebbene, solo così si potrà parlare di “Amministrazione Fiduciaria di Fondi Speciali” come combinato disposto dell’art. 1707 c.c., dell’art. 2645-ter c.c. e dell'art. l, comma 3, legge n. 112/2016. Norme queste che garantiranno la massima blindatura di esso “fondo speciale” e delle sue rendite, giacché segregato con vincolo di destinazione e dunque insuscettibile di aggressione da parte dei creditori personali sia della società fiduciaria che amministra, che del fiduciante.